Giardini La Marmora

Date : 1 Feb 2018

In una Torino distesa tra i fiumi e la collina, ricca di parchi naturali e con diversi chilometri di alberature storiche, mi hanno sempre affascinata quei piccoli giardini – gli squares- incastonati, spesso incastrati, tra i palazzi e le strade. Compaiono all’improvviso, quando e dove meno te li aspetti e sono una sorpresa che non delude mai. Molti di loro arrivano direttamente dal rifacimento ottocentesco della città: sarà per quello che sono sempre eleganti e discreti, morbidi e formali? Prendiamo ad esempio il giardino La Marmora, bello anche in una freddissima giornata di dicembre, appena dopo una nevicata…

 

A zonzo per il centro

Qualche anno fa (beh, più di qualche..), quando ho iniziato il mio tirocinio al settore Verde Pubblico di Torino, mi hanno spedito a studiare tutti gli squares della città. La cosa mi appassionò così tanto che, non solo li girai tutti, ma per tutti feci una ricerca storica che mi portasse a capire come si erano trasformati nel tempo. Ho il sospetto che nessuno abbia mai davvero letto il resoconto di tale viaggio semi-avventuroso in città ma, a me, è rimasto un innamoramento solido, la possibilità di godere di questi piccoli scrigni e la capacità di trovare una panchina in quasi tutti i quartieri. Tra i miei preferiti, affacciati sulla lastricata, ariosa e trafficata via Cernaia all’altezza del civico 21, ci sono i giardini La Marmora dove, tra l’altro, Dario Argento ci girò una scena di ‘Tre mosche di velluto blu’ perché, credo, piacessero tanto pure a lui.

giardini La Marmora torino

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Gli squares, ovvero piccoli giardini quasi nascosti

Come dicevo, gli squares dei quali Torino è ricca sono spazi accuratamente progettati quasi sempre nell’800, quando la città, in procinto di diventare capitale, iniziò un’ampia opera di abbellimento. A tale scopo furono chiamati i cugini d’oltralpe che già stavano mettendo mano a Parigi con i Grands Travaux (ora è chiaro perché Torino e Parigi si somigliano tanto?). Per i giardini arrivarono Jean-Charles Adolphe Alphand e i suoi collaboratori, fra cui il giardiniere-paesaggista Jean-Pierre Barillet Deschamps : fu proprio lui a tracciare il disegno di questo giardino, come di tanti altri che ancora sono rimasti pressoché invariati. […] Leggi l’intero articolo!

 


 

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All images © 2017  Fabio Rovere

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