I Giardini Sambuy

Date : 12 Mar 2018
La stazione è il luogo della velocità per eccellenza: non ci si ferma in stazione; si corre per prendere il treno, si corre per scendere e raggiungere la coincidenza, si corre per il posto migliore e si corre per l’ultimo taxi. La stazione, però, può trasformarsi improvvisamente nel luogo della lentezza esasperante: si aspetta il treno che parte in ritardo e si aspetta quello che non è ancora arrivato; si attendono parenti, amici, amori che più da lontano sono partiti e più non arrivano mai. Se dovesse capitare anche a te di fermarti per un tempo sconosciuto a Porta Nuova, non ti scoraggiare: basta uscire, attraversare il corso, varcare un cancello per trovarsi tra alberi e prati, fontane, gazebo e panchine. Niente di strano, sei a Torino e questi sono i Giardini Sambuy.

 

Piazza Carlo Felice

Dietro al cancello

Un’imponente inferriata di discreta fattura (sì, solo discreta direi…) racchiude quello che assomiglia decisamente ad un parco all’inglese in miniatura con tanto di prati e fontana con spruzzo: vi sto portando a fare una passeggiata negli ex ‘Giardini del Re’, così chiamati prima che fossero intitolati ad uno dei più blasonati Sindaci di Torino, ovvero Ernesto Bertone Baldo Conte di Sambuy. Anche questo, come molti altri giardini sparsi per la città, è opera di una vecchia conoscenza in fatto di progettazione ovvero il francesissimo Jean-Pierre Barillet-Deschamps che lo disegnò nel 1861. Non posso fare a meno di pensare che, circa 133 anni dopo, un altro Deschamps di nome Didier verrà nella stessa città a ricamare altri prati: ma questa, si sa, è una storia diversa…

 

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All images © 2017  Fabio Rovere

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