Di norma, io, preferisco i giardini informali.

Mi piacciono quelli vagamente caotici, preferibilmente con piante insolite, dalle fioriture ricche e dai colori in nuance. Mi piacciono i bordi misti, quelli dei giardini all’inglese, dove trovano spazio graminacee e perenni in movimento, dove gli alberi si spogliano, cambiano colore, fanno frutti. Mi piace poter lasciare le foglie per terra ed il prato un po’ più alto di quello che si dovrebbe: mi piacciono quei giardini, insomma, dove passeggiare è quasi trovarsi immersi nella natura libera.

Come posso allora spiegare l’amore per i giardini di Palazzo Reale che sono così lontani da tutto quello che io di solito ricerco, anche nel mio lavoro? Come spiegare la trepidante attesa, durata anni, per la loro riapertura?

Ma si deve poi davvero decifrare  l’amore?

giardini con fruitori

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© photo e testo: Neò | Natura su Misura

 

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